Resoconto di fine mandato

Contesto competitivo e ruolo strategico delle città


Lo sviluppo di una città importante come Cagliari se fino a pochi anni fa aveva come riferimento per le proprie chance di successo un contesto regionale o al massimo nazionale, oggi non può prescindere dai processi di integrazione internazionale dell’economia.
La competizione fra i territori e serrata e non ammette disattenzioni in un contesto economico nazionale ed internazionale sempre più globale.
Nei sistemi produttivi dei Paesi avanzati, stanno assumendo sempre maggiore importanza le attività del terziario avanzato e le produzioni immateriali frutto della conoscenza, dell’ingegno e della creatività.
Sono queste le attività economiche che consentono la produzione di ricchezza endogena nei territori che riescono ad attrarre questo tipi di attività
O si riesce a competere, sul fronte avanzato della conoscenza, della creatività, dell’ingegno, dell’immaterialità – o si soccombe: se non si è grado di affrontare queste sfide della competizione globale si profila inesorabile il rischio di un declino irreversibile.
Le città
si trovano oggi inserite a tutti gli effetti in questo nuovo clima competitivo di internazionalizzazione dell’economia.
Le città infatti già sono o possono diventare i luoghi ideali per attrarre la ubicazione delle attività del terziario avanzato fungendo da stimolo e creando opportunità (humus fertile) per la classe dei creativi: città come incubatori dello sviluppo.
I settori del terziario: quelli finanziario, bancario, assicurativo, della grande consulenza internazionale, dell’information technology, dei servizi reali alle imprese, della comunicazione e del marketing, della moda e del design e più in generale della creatività hanno una naturale vocazione urbana, si sviluppano all’interno delle grandi città.
Per sostenere questa sfida competitiva, le città, pertanto, devono divenire soggetti capaci di complesse decisioni strategiche.
Decisioni fondamentali finalizzate a creare le condizioni adeguate (materiali ed immateriali) per consentire la localizzazione delle attività del terziario avanzato ad alto valore aggiunto.
Gli investimenti esteri da attrarre non sono prevalentemente quelli delle grandi imprese. Sono anche quelli delle medie imprese e spesso anche delle piccole e dei singoli professionisti che operano nei settore delle tecnologie avanzate e della creatività.
Tutti questi investimenti, soprattutto quelli che si dirigono al settore terziario, chiedono però alle aree (alle città) che si candidano ad ospitarli alcune caratteristiche fondamentali.
Ma quali sono queste caratteristiche? Cosa ricercano le imprese del terziario avanzato nelle città?
Le imprese chiedono alle città in cui intendono localizzarsi alcune caratteristiche fondamentali: qualità urbana, più accessibilità, più servizi collettivi efficienti, reti di interconnessione con il resto del mondo, tolleranza e ospitalità, disponibilità di localizzazioni di prestigio, perché sono in genere centri direzionali che hanno bisogno, che vivono anche di visibilità, di elementi simbolici.

I nuovi indirizzi della programmazione a favore delle politiche urbane


Sono queste le ragioni principali che hanno portato alla elaborazione e condivisione, sia in sede europea che in sede nazionale, di nuovi indirizzi della programmazione dello sviluppo locale che assegnano alle città, alle reti di città ed alle politiche urbane un ruolo centrale e decisivo.
I nuovi indirizzi della programmazione europea, nazionale e regionale attribuiscono alle città (in particolare alle città di media dimensione)  un ruolo trainante nella costruzione delle competitività e della coesione; le città diventano pertanto i più importanti centri di spesa dei fondi strutturali (FERS in particolare) e non solo.

Il valore potenziale della città


Cagliari, non soltanto per la sua posizione strategica, nel cuore dell'Europa ed al centro del Mediterraneo, può rappresentare un luogo ideale per le imprese interessate a sviluppare i propri investimenti. Cagliari può inoltre offrire il bene prezioso della qualità della vita, un ambiente incontaminato dalle grandi potenzialità turistiche, una rete di moderne infrastrutture per la mobilità ed il trasporto, opportunità culturali e di intrattenimento, disponibilità di risorse umane qualificate.
Tutto questo fa dell'area cagliaritana un’area ad alto potenziale di attrattività quale luogo ideale per viverci ed un ambiente particolarmente fertile per l'avvio ed il consolidamento di attività d'impresa.
L’obiettivo centrale resta quello di trasformare questo potenziale in una reale occasione di sviluppo e benessere non solo per la città, ma per l’intera Regione.

Un grande progetto per la Cagliari del futuro


Per queste ragioni risultava indispensabile ripensare le prospettive future della città di Cagliari.
Per questo abbiamo riavviato il ciclo della programmazione e costruito un nuovo parco progetti per cominciare a disegnare la Cagliari del futuro.
Un compito impegnativo e di grande responsabilità che assieme ai compiti amministrativi ordinari, ha aggiunto quelli strategici di investimento su idee e progetti innovativi in grado di incidere realmente sul posizionamento competitivo della città di Cagliari all’interno dei nuovi scenari internazionali ed in particolare di quelli euro-mediterranei.
Come sapete, la sintesi efficace dell’impegno che abbiamo assunto è racchiusa nel concetto di “Cagliari capitale nel Mediterraneo” che abbiamo proposto all’attenzione dei cagliaritani e dell’intera Sardegna fin dall’inizio del mandato.
Un progetto difficile ed ambizioso, ma indispensabile.
Per questo, quando all’inizio del mandato presentai al Consiglio ed ai cittadini di Cagliari il programma di governo, dissi, con molta chiarezza, che sarebbe stato difficile valutarne appieno i risultati nel breve periodo, nel corso di una sola consiliatura.
Cagliari capitale, ci tengo molto a sottolinearlo, non è stato e non è uno slogan elettorale.
E’, al contrario, la sintesi di un obiettivo unificante che impegna il Sindaco, la Giunta e le forze di maggioranza che la sostengono ad operare per “trasformare” Cagliari in una città internazionale “capitale nell’area mediterranea”.
Una trasformazione essenziale e necessaria, non per il vezzo del Sindaco Floris, ma una esigenza indispensabile per assicurare al nostro territorio benessere economico e sociale e, soprattutto, prospettive di lavoro stabile e qualificato per i nostri giovani.
In questi anni di governo della città, senza troppo clamore e senza cercare la ribalta, ci siamo fortemente impegnati in questa direzione.

Le cose fatte


Il rilevante parco progetti costruito e molte delle opere già avviate ed in corso di ultimazione dispiegheranno i propri effetti in un arco temporale più ampio rispetto al mandato in corso. Non tutto, quindi, è oggi visibile ed immediatamente percepibile per i  cittadini.Le valutazioni sulla azione di governo, pertanto, devono assegnare il “giusto peso” alla complessa e articolata attività di programmazione e progettualità posta in essere che ha forti componenti di immaterialità che vanno spiegate ai cittadini, poiché non sono immediatamente e facilmente comprensibili.Solo qualche numero per dare, in sintesi,  il senso e la portata delle cose che abbiamo fatto dal 2001 ad oggi:
­ - in soli quattro anni, 450 milioni di euro di opere finanziate, concluse ed in corso di realizzazione
­ - circa 186 milioni di euro di progetti completati pronti da finanziare.

I pre-requisiti della città futura


Abbiamo dovuto fare in primo luogo un lavoro duro e non sempre piacevole.
Siamo dovuti partire dai pre-requisiti indispensabili, per costruire la Cagliari del futuro con un intervento pesante sui sottoservizi, che stiamo ancora completando, e che dal 2001 ad oggi ha significato:
­ - nuove condotte per l’acqua: 18 Km di nuove reti già realizzate dal 2001 ad oggi e circa 123 km appaltati ed in corso di realizzazione;
­ - nuove fogne: 23,6 km di reti fognarie per le acque nere già realizzati e circa 12 km in corso di realizzazione – 21,45 km di reti già realizzati per le acque bianche e circa 10 km appaltati ed in corso di realizzazione;
­ - rete del gas: 115 km già realizzati e 35 km appaltati ed in corso di realizzazione;
­ - rete civica in fibra ottica per le telecomunicazioni: 62 km già realizzati e 10 km in corso di realizzazione;
­ - pubblica illuminazione: 74 km di strade cittadine interessate da nuovi interventi con un incremento totale dei punti luce pari a circa 3.700;
­ - nuova viabilità: circa 13 km di nuove strade già realizzate e circa 10 km di nuove strade in corso di realizzazione;
­ - rifacimento di molte strade: oltre 70 km di bitumatura a tutta sezione già realizzati e circa 22 km in corso di realizzazione.
Ecco perché lavorare sui pre-requisiti significa fare il lavoro meno gradevole; perché è quello che ha trasformato in un cantiere molti quartieri della città; quello che ha creato e sta ancora creando molto disagi ai cittadini; quello che rischia di rendere il Sindaco impopolare.
Ma sono interventi irrinunciabili per costruire una città funzionale, efficiente, gradevole: a misura d’uomo.
Per raggiungere questi obiettivi altri importanti interventi e progetti strategici sono stati completati e avviati.

I progetti strategici


Abbiamo posto le basi della nuova portualità con un importante lavoro di proficua collaborazione con l’Autorità portuale. Il piano degli interventi avviati modificherà radicalmente la portualità della nostra città, sia quella industriale, sia quella urbana.
E’ proprio il nuovo fronte sul mare della città che rappresenta la nostra scommessa più importante.
Abbiamo riavvicinato la città al suo mare.
L’abbattimento del muro, che nel molo Ichnusa separava la città dai militari della Marina, è l’emblema del nuovo corso che abbiamo avviato. Su quel molo nascerà il nuovo terminal crocieristico, aprendo la città ai traffici turistici ed a nuove prospettive di sviluppo legate alla nautica ed al diportismo.
In questo contesto assumono una valenza strategica la trasformazione della Via Roma in una "grande piazza sul mare", il raccordo degli interventi sulla portualità con quelli di recupero e rivitalizzazione, anche commerciale, del centro storico e della città antica, gli interventi di valorizzazione del nostro patrimonio culturale e naturalistico per costruire una città capace di valorizzare sul piano turistico e imprenditoriale le sue risorse ambientali, urbanistiche, storiche, architettoniche.
Ma per realizzare la grande piazza sul mare è necessario chiudere al traffico la Via Roma, prevedere un potenziamento dei parcheggi per potre pedonalizzare il lungo mare.
Sono questi i motivi principali, unitamente a quello di completamento della grande viabilità di collegamento con gli assi extra-urbani che rendono indispensabile ideare e poi progettare una grande opera come il previsto sotto-passo (tunnel) della Via Roma.
Il sotto-passo di Via Roma, i parcheggi sotterranei, le strutture di trasporto meccanizzate che collegheranno il porto con i quartieri storici della città sono opere che in questi anni di governo hanno compiuto sostanziali passi avanti verso la realizzazione.
Grande importanza abbiamo riservato alla elaborazione di programmi integrati, anche con forme di collaborazione pubblico-privati, in grado di incidere efficacemente sul territorio, non solo in relazione agli aspetti infrastrutturali, ma anche nel campo sociale, culturale, occupazionale ed economico.
Tra i principali programmi già portati a compimento ed in corso di attuazione voglio segnalare per la loro particolare importanza:
­ - il progetto “Gilia” che ha consentito il recupero ambientale dello stagno di Santa Gilla e l’avvio della sua gestione che sta dimostrando come, senza creare enti inutili, sia possibile rendere compatibili le varie attività economiche che gravano sulla laguna - la produzione ittica, l’industria del sale, il turismo - con la salvaguardia naturalistica dell'ambiente;
­ - l’accordo di programma per la realizzazione del polo telematico di “Sa Illetta”;
­ - il progetto sul sistema dei colli (Tuvixeddu-Tuvumannu e colle di S. Avendrace): 22 ettari di parco ambientale e archeologico con la valorizzazione museale della necropoli di Tuvixeddu ed il rifacimento di tutta la viabilità di collegamento;
­ - il progetto di valorizzazione dell’area del Teatro lirico (la "Piazza della musica”) con la riqualificazione e lo sviluppo di funzioni rare nell'area urbana di piazza Giovanni XXIII;
­ - il progetto integrato “Qualità della vita a Cagliari: città ambientale e turistica senza periferie”;
­ - il programma innovativo per la riqualificazione delle aree circostanti il porto e la stazione ferroviaria;
­ - l'approvazione definitiva degli importanti programmi integrati di riqualificazione urbana delle ex aree industriali delle cementerie di Sardegna e della semoleria SEM Molini;
­ i- l programma integrato, con valenza di piano attuativo, per la riqualificazione del “Castello” ed attuazione del programma “tutela e valorizzazione del centro storico”;
­ - la riqualificazione e la sistemazione dell'ex Teatro Civico di via Università e del Cine-Teatro Massimo;
­ - il programma integrato “Magnolia” in prossimità del quartiere di Genneruxi;
­ - il progetto delle “Città regie” che arricchisce la struttura dell’offerta culturale e turistica e valorizza il patrimonio archeologico, storico e artistico della città;  entro questo contesto si inquadrano una serie di ulteriori interventi programmati e già avviati riguardanti: il recupero della passeggiata coperta e della terrazza del bastione di St. Remy; il recupero della Cattedrale e del seminterrato del Municipio di Via Roma, e il recupero delle Chiese di Sant’Agostino, la Purissima, S. Giuseppe;
­ - il progetto “Mediateca del Mediterraneo”

Le periferie


Ma un’altra sfida doveva essere vinta.
Quella di riavvicinare il “centro” della città alle sue periferie.
La città senza periferie è un nostro irrinunciabile obiettivo programmatico. Molto resta ancora da fare, ma molto abbiamo già fatto.
In questo ambito importante è stata la collaborazione fra il pubblico ed il privato cha ha consentito il varo di importanti progetti di riqualificazione urbana che restituiranno alla città aree industriali dimesse e molte zone degradate
Nell’area delle ex-cementerie di Sardegna nascerà un importante centro direzionale, così come nell’area industriale della ex SEM Molini.
Ma ancora più importante è stato lo sforzo per restituire dignità e servizi essenziali ad importanti quartieri della città.
Abbiamo progettato e realizzato un imponente intervento di risanamento urbanistico del quartiere di “Baracca Manna”: oltre 40 milioni di euro di investimenti per il rifacimento di strade e sottoservizi.
Gli interventi per il potenziamento degli impianti sportivi e le strutture culturali di Pirri, come la ex Vetreria, la piscina olimpionica di Terramiani.
Ma è S. Elia l’oggetto principale di un progetto complessivo di riqualificazione e valorizzazione di tutto il quartiere, a partire dalla sue vocazioni marinare con il previsto rifacimento delle abitazioni, e con la realizzazione del nuovo porticciolo per la pesca e la nautica da diporto, che creerà importanti ricadute e occasioni di lavoro per i residenti.
E’ qui, inoltre, che sorgerà il museo mediterraneo dell'arte nuragica e dell'arte contemporanea voluto dal Comune e dalla Regione.S.Elia.

I piani di zona di E.R.P.


Oltre 31 milioni di euro sono stati investiti in un programma articolato di edilizia residenziale pubblica.

Il Verde


Non possiamo poi dimenticare il grande lavoro fatto per il verde pubblico della città: non solo Monte Urpinu ed i 22 ettari del parco di Tuvixeddu, ma la città è ricca di altri importanti “polmoni verdi”, come Monte Claro, gli 8 ettari di Terramaini, i percorsi verdi della Sella del Diavolo, S. Ignazio, il futuro parco nelle aree peri-stagnali di Via S. Paolo in corso di avanzata definizione.
Sono tutte opere complesse che prevedevano una necessaria fase di ideazione e di progettazione, nonché la indispensabile copertura finanziaria. Abbiamo quindi dovuto anche dedicare molto delle nostre energie a procacciarsi le risorse necessarie per finanziare questo ambizioso programma e vi assicuro che quest’ultima è un’attività che impone dedizione e tempo.

Il coinvolgimento dei cagliaritani


La città cantiere, non è certo bella da vedere e soprattutto è spesso causa di problemi e disfunzioni. Il Sindaco e la Giunta ne sono consapevoli.
Ma anche tutti i cagliaritani devono essere consapevoli che i loro disagi saranno presto ripagati da una città che avrà una nuova identità urbana, una migliore immagine, una gradevolezza e attrattività per viverci, lavorare e fare impresa, una più alta qualità della vita.
Questa esigenza di una più ampia e diffusa consapevolezza dei cittadini è indispensabile: per progettare e realizzare un nuovo modello di sviluppo urbanistico, economico e sociale della città.
E’ fondamentale che tutta la Comunità si riconosca in tale prospettiva e partecipi alla sua attuazione sentendosi psicologicamente ed emotivamente coinvolta.
Senza il pieno coinvolgimento dei cagliaritani, non è pensabile raggiungere gli obiettivi ambizioni posti a base del programma di governo: è necessaria una grande capacità di coesione di tutta la comunità intorno al nuovo progetto di sviluppo della città.

Non solo grandi progetti


Ma i cittadini hanno anche e giustamente bisogno di risposte sui problemi quotidiani.
Per questo, in questi anni di mandato non abbiamo soltanto posto le basi per disegnare la città del futuro, ma abbiamo anche amministrato la città con i suoi problemi, misurandoci quotidianamente con le richieste dei cittadini che chiedono maggiore efficienza, attenzione ai più deboli e bisognosi, responsabilità e trasparenza della azione amministrativa e della spesa.
Lo abbiamo dovuto fare con i limiti imposti da un bilancio sempre più ristretto e senza imporre ai cittadini ulteriori aggravi fiscali.
Abbiamo sburocratizzato e reso più flessibile l’accesso ai principali servizi pubblici anche grazie ad un nuovo modello organizzativo del personale ed all’uso delle moderne tecnologie informatiche e telematiche ed alla terziarizzazione dei servizi:
­ - 1.810 certificati rilasciati di destinazione urbanistica; 6.513 autorizzazioni edilizie; oltre 300 ordinanze;
­ - circa 95.000 tonnellate/anno di raccolta dei rifiuti e trasporto in discarica;
­ - servizi di ritiro a domicilio di materiali ingombranti;
­ - pulizia e spezzamento annuale di circa 500 km fra strade e piazze cittadine.

Il sociale


Pur con questi limiti di bilancio, abbiamo mantenuto fermo l’impegno a favore del sociale, delle fasce più deboli, degli anziani.
Una particolare attenzione è stata dedicata alle politiche giovanili, alla razionalizzazione delle attività culturali e sportive.
Sono stati avviati o portati a termine diversi interventi di rilievo tra i quali:
­ - l'apertura del centro giovani di via Dante;
­ - il completo recupero della "Ex Vetreria" di Pirri” e la sua destinazione ad iniziative sociali e culturali;
­ - il completamento e la piena funzionalità della nuova casa di riposo di Terramaini che disporrà a breve anche di un nuovo centro diurno per malati di Alzheimer;
­ - la nuova destinazione d’uso dell’ex- casa di riposo di V.le Fra Ignazio diventata oggi un centro di accoglienza che distribuisce oltre 100 pasti giornalieri ai più bisognosi e  ospita e offre assistenza ad oltre 200 persone al giorno, fra indigenti, famiglie in difficoltà e senza fissa dimora.
Non meno rilevante è stato l’impegno per mantenere elevato lo standard di sicurezza e agibilità degli edifici scolastici, delle strutture e degli impianti sportivi, potenziati con nuove realizzazioni, fra le quali va ricordata la nuova piscina olimpionica di Terramaini.
Molteplici sono state, inoltre, le iniziative ed i progetti realizzati per contrastare il grave fenomeno della dispersione scolastica: la  “Carta Giovani”; la creazione a Sant'Elia di una ludoteca per i bambini; il "Progetto Cinema"; l'apertura di nuove biblioteche scolastiche di quartiere ed altro ancora.
Nel sottolineare il nostro impegno per il sociale, non possiamo, tuttavia, non rimarcare, come siano a carico del nostro bilancio comunale servizi essenziali che, benché formalmente da ricondurre ai 170 mila residenti della città, di fatto, sono da riferire ad una presenza media di utenti, residenti e non residenti, che supera le 300 mila unità.
Fatichiamo molto a far capire che questo è l’esempio più concreto per dimostrare che Cagliari ha bisogno di un’attenzione maggiore da parte della Regione.
Quella delle risorse non è una questione di poco conto per la prospettiva di rafforzamento e sviluppo del Comune.  Senza autonomia finanziaria è ingannevole parlare di decentramento e di autonomia degli enti locali.

Il neo-centralismo regionale


Ma è altrettanto ingannevole parlare di decentramento e di autonomia degli enti locali con una Regione che oggi, sempre di più, esercita un ruolo centralistico senza precedenti.
Innumerevoli sono state le iniziative della Regione che mortificano le prerogative dell’azione amministrativa degli enti locali ed in particolare del Comune di Cagliari.
Non è accettabile che il Presidente della Regione rivendichi autonomia e rispetto istituzionale dal Governo nazionale e poi in Sardegna si permetta, non solo di escludere totalmente gli enti locali da decisioni rilevanti per i loro territori, ma pretenda anche di modificare, a suo piacimento, impegni istituzionali già definiti e sottoscritti, in spregio alle più elementari regole della continuità amministrativa.
Con le risorse finanziarie assegnate dal Governo nazionale a valer sul fondo aree sotto-utilizzate, la Giunta regionale, non solo sulle decisioni riguardanti importanti interventi non ha avviato alcuna concertazione con gli enti locali, ma, nel più totale silenzio, ha unilateralmente deciso di disporre a piacimento come utilizzare porzioni del territorio e strutture importanti che appartengono alla città di Cagliari.
Questo non lo possiamo permettere. Non è pensabile che un Governatore si sveglia la mattina e decide unilateralmente di realizzare questo o quel museo a S. Elia o nell’ex manifattura tabacchi o alla cittadella dei musei.
Sono strutture che fanno parte integrante ed indelebile del patrimonio culturale e della identità dei cagliaritani e non possono vederci esclusi dalle decisioni che le riguardano.
E’ un modo di fare che contestiamo, non tanto per i contenuti delle scelte, sui quali si può e si deve discutere, ma contestiamo fortemente nel metodo, che trasgredisce le più elementari regole del rispetto e delle relazioni fra istituzioni.

Una proposta istituzionale aperta al dialogo ed al confronto


Per queste ragioni stiamo faticosamente cercando di costruire le condizioni per dare immediata attuazione ad una nuova ipotesi operativa di organizzazione dei rapporti istituzionali fra la Regione ed il nostro Comune.
All’arroganza della Giunta intendiamo rispondere con una ferma richiesta di rispetto dei ruoli e di apertura immediata di un tavolo del confronto sui progetti e le cose da fare. Abbiamo proposto alla Regione, ancora senza riscontro, la stipula di una intesa istituzionale di programma per lo sviluppo del territorio metropolitano di Cagliari.
Vogliamo rispondere in modo del tutto costruttivo chiamando la Regione al confronto e chiedendo che si usino le stesse regole del confronto istituzionale fra le Regioni ed il Governo.
Come sapete, le Regioni hanno la prerogativa di stipulare con il Governo  una intesa istituzionale che si traduce operativamente in importanti accordi di programma su temi centrali dello sviluppo, come quello delle infrastrutture, dell’acqua, dei trasporti, dell’ambiente, del fisco.
Chiediamo alla Regione lo stesso metodo del confronto sulle principali questioni che riguardano lo sviluppo dell’area vasta di Cagliari.
E’ questo un modo serio di procedere in un contesto di riferimento che vede una progressiva riduzione delle risorse disponibili.

Uscita dall’obiettivo 1


Sul tema delle risorse che diventano sempre più scarse, inoltre, non possiamo che guardare con grande preoccupazione ai nuovi scenari legati alla uscita della Sardegna dalle Regioni obiettivo 1.
Dobbiamo intensificare i nostri sforzi, non soltanto per una “uscita morbida”, ma soprattutto per far passare il principio irrinunciabile, presso la Unione Europea, della “specialita” delle aree insulari. Entro questo quadro, peraltro, guardiamo con grande ottimismo alle nuove opportunità che si aprono in previsione della imminente apertura della zona di libero scambio fra i Paesi dell’area del Mediterraneo.
Per affrontare in modo adeguato questi nuovi scenari, siamo riusciti ad instaurare un importante rapporto di collaborazione costruttiva con il Governo del Presidente Berlusconi che ha riservato sempre grande attenzione alla Sardegna, ma dal quale ci aspettiamo ancora un sforzo speciale per la città capoluogo.

Prospettive future


E’ ben chiaro che la strada è ancora lunga. Non tutto si poteva fare nei tempi ristretti concessi da un solo mandato.
Con il lavoro fatto, siamo certi di aver creato basi solide di riferimento sulle quali innestare funzionalmente ed in modo armonico tutte le opportune integrazioni future.
In questa parte finale del mandato ci siamo fortemente impegnati per perfezionare e valorizzare la visone d’insieme e di sistema del lavoro svolto. E’ importante comprendere e spiegare a tutta la Comunità, che stiamo lavorando per un disegno unico e che  i diversi ambiti di intervento progettati, realizzati ed in corso di realizzazione fanno parte di un sistema reticolare integrato.
Entro questo quadro, è stata intensificata la ricerca degli opportuni raccordi e delle sinergie con gli altri Comuni dell’Area vasta che si è concretizzata con la formale istituzione del “Forum dei Sindaci dei sedici Comuni dell’area vasta di Cagliari”, quale struttura stabile per le iniziative di pianificazione strategica, programmazione territoriale e sviluppo locale.
La visione strategica dello sviluppo dell’area vasta cagliaritana deve essere necessariamente conseguita come risultato condiviso di un processo di ascolto, di alleanze, di partenariati politici, istituzionali, socio-economici.
A prescindere da quella che potrà essere la soluzione istituzionale per l’area metropolitana di Cagliari, l’azione di governo ha puntato ad attuare, comunque e da subito, un nuovo modello cooperativo e volontaristico da disegnare andando oltre i confini amministrativi delle singole municipalità.
Il piano strategico, che proprio in questo periodo è in corso di elaborazione,  è diventato la cornice fondamentale entro cui stiamo integrando le strategie della Città capoluogo con quelle dei Comuni contermini in uno sforzo cooperativo che coinvolgerà anche Provincia di Cagliari e la Regione.
Un collegamento che deve avvenire nel rispetto del principio di pari dignità dei poteri, per un processo di programmazione condivisa che parta dal basso e sia in grado di andare oltre la stessa area vasta coinvolgendo anche i piccoli Comuni delle aree interne e più deboli. Anch'essi devono fare parte integrante di un processo di sviluppo che mira ad esaltare le potenzialità turistiche del territorio che poco senso avrebbe se non attivasse interdipendenze produttive con quelle attività tipiche delle aree interne che esaltano le nostre profonde vocazioni e la nostra identità: l’agricoltura e la pastorizia, l’agro-industria, l’artigianato, le arti e gli antichi mestieri. Questa è la vera scommessa da raccogliere e rilanciare: crescere insieme, facendo attenzione alle peculiarità di ciascuno.
All'orizzonte, pertanto, ci attendono battaglie importanti.  Un cammino esigente di impegno e, talvolta, di sacrifici, facilmente superabili se sapremo tenere fermo il traguardo che ci siamo posti al principio della consiliatura.
Ciò significa saper investire sul futuro, senza pretendere di avere tutto e subito, ma insistendo pervicacemente sul traguardo strategico di “Cagliari Capitale nel Mediterraneo”.
Tutto questo è Cagliari Capitale, il progetto che ho proposto ed in cui credo fermamente e che affido, per la sua prosecuzione, anzitutto, ai cagliaritani.

  
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